Borghi dipinti d'Italia da visitare con i bambini
In molti paesi italiani i muri delle case sono diventati tele: artisti, spesso chiamati da fuori, hanno dipinto murales che raccontano la storia del posto, le tradizioni o semplicemente le fiabe. Per i bambini è un gioco perfetto, una caccia al disegno vicolo dopo vicolo, e per i genitori un modo diverso di scoprire borghi che altrimenti resterebbero fuori dagli itinerari. Ecco i più belli, da nord a sud.
Dozza (Bologna), Emilia-Romagna
Dozza è un borgo medievale sulle colline tra Bologna e Imola, inserito tra i Borghi più Belli d'Italia. Dal 1960 ogni due anni ospita la Biennale del Muro Dipinto, e a ogni edizione si aggiungono nuove opere sulle facciate del centro storico. Molte portano la firma di artisti conosciuti dell'arte contemporanea. In cima al paese c'è la Rocca, che ospita anche l'Enoteca Regionale dell'Emilia-Romagna.
Sant'Angelo di Roccalvecce (Viterbo), Lazio
Questa piccola frazione di Viterbo è chiamata "il paese delle fiabe". Dal 2017 i muri del centro storico sono stati dipinti con i personaggi delle storie che tutti i bambini conoscono, da Alice nel Paese delle Meraviglie a Cenerentola. Si gira con il naso all'insù, cercando la fiaba successiva dietro ogni angolo. È uno dei borghi dipinti più adatti ai più piccoli.
Mugnano (Perugia), Umbria
Mugnano è una frazione di Perugia, a una quindicina di chilometri dalla città, lungo la strada per il Lago Trasimeno. Nel 1983 il pittore Benito Biselli invitò alcuni amici artisti a dipingere i primi otto murales, e oggi le opere sono circa cinquanta, di artisti italiani e stranieri: molte sono figurative e naïf, con scene di vita di paese, paesaggi del lago e figure religiose. Il percorso dei Muri Dipinti è illuminato anche di sera, così si può fare la passeggiata dopo cena.
Aielli (L'Aquila), Abruzzo
Aielli è il borgo dipinto più famoso dell'Abruzzo e anche uno dei più fotografati sui social. Sui muri del centro storico hanno lavorato nomi noti della street art internazionale, e i colori accesi delle opere contrastano con la pietra delle case e con le montagne intorno. Nel paese si organizzano visite guidate per scoprire tutti i murales.
Campomarino (Campobasso), Molise
Una parte degli abitanti di Campomarino discende dagli arbëreshë, gli albanesi arrivati in Italia secoli fa per sfuggire all'occupazione ottomana, e in arbëreshë il paese si chiama ancora Këmarini. I murales del centro storico, in gran parte dell'artista Liliana Corfiati, raccontano proprio la vita quotidiana e le tradizioni di questa comunità, come il Palio delle Oche. Dopo la passeggiata nel borgo si scende al lido, dove le spiagge di sabbia sono adatte ai bambini.
Diamante (Cosenza), Calabria
Tutto è cominciato nel 1981, quando il pittore milanese Nani Razetti propose al sindaco di allora l'"Operazione Murales": più di 80 artisti arrivarono a Diamante per dipingere i muri del centro storico. Da allora le opere sono diventate più di 150, tra scene di pesca, ritratti e frasi di poeti, in un paese che si affaccia direttamente sul Tirreno. Diamante è anche la città del peperoncino, e a settembre ospita un festival tutto dedicato a lui.
Orgosolo (Nuoro), Sardegna
Nel cuore della Barbagia, a una ventina di chilometri da Nuoro, Orgosolo è considerato la capitale dei murales. Le prime opere risalgono alla fine degli anni Sessanta e oggi sono centinaia: raccontano la vita dei pastori, la storia del paese, come la protesta di Pratobello contro una base militare, e grandi temi sociali e politici. Più che un borgo da fiaba è un libro di storia sui muri, da visitare con i ragazzi più grandi e da accompagnare con un po' di racconto.









