
Molti genitori si chiedono se valga la pena portare in vacanza un figlio ancora molto piccolo. La risposta è sì, e non per un principio astratto: la vita di una famiglia è fatta anche di questo, non solo di pappe, pisolini e routine. Un bambino ha bisogno di mangiare e dormire, certo, ma ha bisogno anche di uscire dal recinto del quotidiano insieme a chi lo cresce.
Un neonato o un bambino di due anni non "capisce" un viaggio come lo capirebbe un adulto. Ma vede facce nuove, sente rumori diversi, si abitua a dormire in un letto che non è il suo. Tutto questo lavora sulla sua curiosità e sulla sua capacità di adattarsi, molto prima che possa raccontarlo a parole.
Tante neomamme si fanno le stesse domande: è ancora troppo presto? Come faccio a gestire le sue abitudini fuori casa? E poi, tanto, non se lo ricorderà. Sono dubbi legittimi, ma quasi sempre superabili. I bambini prendono spunto dallo stato d'animo dei genitori molto più di quanto pensiamo: se mamma e papà sono sereni durante il viaggio, lo sarà anche lui. E se una coppia era abituata a viaggiare prima di diventare genitori, non c'è motivo per smettere adesso.
Un bambino che fin da piccolo fa esperienza di posti nuovi, orari diversi, piccoli imprevisti, tende a crescere più curioso e più a suo agio nel cambiamento. Certo, non conserverà un ricordo cosciente del primo viaggio in montagna o del primo bagno al mare. Ma quelle giornate lasciano comunque un segno: nel modo in cui reagisce alle novità, nella sua capacità di adattarsi quando qualcosa non va secondo i piani.
Non avere un ricordo nitido non vuol dire che quell'esperienza non conti nulla. Quello che viviamo nei primi anni di vita resta comunque da qualche parte, nei sogni, in certe reazioni istintive, in un pensiero che non passa mai dalla parola cosciente. Fa parte di come si diventa grandi, anche se non riusciamo a raccontarlo a nessuno.
Vale la pena togliersi dalla testa la frase "io per te ho rinunciato a...": non aiuta né i genitori né i figli. Un genitore che continua a coltivare i propri interessi, i propri viaggi, i propri momenti di leggerezza, costruisce con il figlio un rapporto più sano, non meno presente. Il benessere di mamma e papà si sente in casa, e i bambini lo percepiscono più di quanto immaginiamo.