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Bambino malato in vacanza: cosa fare (guida pratica per genitori)

Bambino malato in vacanza: cosa fare

Bambino malato in vacanza: cosa fare e a chi rivolgersi

Quando un bambino si ammala in vacanza è normale preoccuparsi, soprattutto se ci si trova lontano da casa e dal proprio pediatra. Febbre, vomito, diarrea, mal di pancia o una reazione cutanea possono comparire anche durante un viaggio e sapere in anticipo cosa fare se un bambino sta male in vacanza aiuta ad affrontare la situazione con maggiore tranquillità.

Questa guida raccoglie alcuni consigli pratici per organizzarsi prima della partenza, sapere a chi rivolgersi e riconoscere le situazioni nelle quali è opportuno chiedere rapidamente assistenza sanitaria.

Importante: le informazioni riportate in questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del pediatra o una valutazione medica. Età, peso, condizioni di salute e sintomi del bambino possono modificare le indicazioni da seguire. In presenza di sintomi gravi o di un'emergenza sanitaria chiama il 112.

Farmaci in viaggio con bambini: cosa mettere in valigia

Preparare un piccolo kit sanitario prima della partenza può essere molto utile, ma non significa portare con sé medicinali da utilizzare autonomamente per qualsiasi sintomo. È preferibile concordare con il pediatra cosa portare, soprattutto se il bambino è piccolo, soffre di allergie, ha una patologia cronica o assume abitualmente dei farmaci.

Nel kit da viaggio possono essere utili:

  • termometro digitale;
  • paracetamolo o ibuprofene, se già utilizzati dal bambino e secondo le indicazioni ricevute dal pediatra, scegliendo una formulazione adeguata all'età;
  • soluzioni reidratanti orali da utilizzare in caso di vomito o diarrea;
  • soluzione fisiologica in confezioni monodose per i lavaggi nasali;
  • cerotti di varie dimensioni, garze sterili, bende e un prodotto per la disinfezione cutanea adatto ai bambini;
  • ghiaccio istantaneo;
  • guanti monouso;
  • eventuali farmaci prescritti abitualmente, in quantità sufficiente per tutta la durata del viaggio e possibilmente con un piccolo margine aggiuntivo;
  • una copia del piano terapeutico, quando il bambino segue una terapia specifica.

Antistaminici, creme cortisoniche, farmaci contro il vomito, antibiotici e altri medicinali non dovrebbero invece essere aggiunti al kit con l'idea di utilizzarli autonomamente: è meglio portarli soltanto quando sono già stati indicati dal pediatra per quello specifico bambino, conoscendo quando e come utilizzarli.

Per quanto riguarda l'ibuprofene, esistono controindicazioni e precauzioni legate all'età e alle condizioni del bambino. In particolare, in presenza di vomito e diarrea con possibile disidratazione è opportuno chiedere consiglio al medico prima della somministrazione.

Paracetamolo e ibuprofene non vanno inoltre alternati o associati di propria iniziativa. La dose pediatrica dipende dal peso del bambino e deve rispettare le indicazioni del pediatra o quelle riportate per il medicinale utilizzato.

Attenzione ai decongestionanti nasali

Per un semplice naso chiuso, soprattutto nei bambini più piccoli, sono generalmente preferibili i lavaggi con soluzione fisiologica. Non è consigliabile inserire automaticamente nel kit da viaggio spray o farmaci decongestionanti: alcuni principi attivi sono controindicati in età pediatrica e devono essere utilizzati soltanto quando appropriato e secondo le indicazioni di un professionista sanitario.

Ricette e terapie abituali

Se il bambino segue una terapia, prima di partire verifica di avere una quantità sufficiente di farmaco e conserva con te il nome del medicinale, il principio attivo, il dosaggio e le indicazioni ricevute dal medico.

In Italia le prescrizioni elettroniche dei farmaci hanno una circolarità che consente normalmente di utilizzarle anche fuori dalla propria Regione. Per medicinali particolari possono però esistere modalità specifiche di prescrizione o dispensazione: in caso di terapia cronica o di farmaci soggetti a regole particolari è quindi prudente organizzarsi prima della partenza.

Kit di primo soccorso per bambini in vacanza

Accanto ai medicinali è utile predisporre un piccolo kit per gli inconvenienti più comuni, da conservare in un luogo facilmente raggiungibile ma non accessibile ai bambini.

  • cerotti di varie dimensioni;
  • garze sterili e bende;
  • guanti monouso;
  • ghiaccio istantaneo;
  • forbicine a punta arrotondata;
  • pinzetta;
  • soluzione fisiologica;
  • prodotto disinfettante adatto all'età;
  • sacchetti monouso, utili anche in caso di mal d'auto o vomito.

Per le piccole ferite, la prima cosa da fare è generalmente lavare bene la zona con acqua corrente, rimuovendo lo sporco visibile, e successivamente proteggerla adeguatamente. La soluzione fisiologica può essere utilizzata per detergere, ma non deve essere considerata un disinfettante.

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Pediatra in vacanza: a chi rivolgersi se il bambino sta male

Quando ci si trova lontano da casa, una delle principali preoccupazioni è capire chi contattare se il bambino si ammala. Le possibilità cambiano in base alla Regione e alla località di villeggiatura.

Contattare il proprio pediatra

Quando possibile, il primo riferimento può essere il pediatra che conosce il bambino e la sua storia clinica. Potrà indicare se i sintomi possono essere inizialmente osservati oppure se è necessaria una visita sul posto.

Non sempre, però, una valutazione telefonica è sufficiente: se il medico ritiene necessaria una visita, occorre rivolgersi ai servizi sanitari presenti nella località in cui ci si trova.

Il numero 116117 per le cure non urgenti

In molte zone d'Italia è disponibile il 116117, numero europeo armonizzato per l'accesso alle cure mediche non urgenti. Può fornire informazioni sui servizi sanitari territoriali e mettere in contatto con la continuità assistenziale dove previsto.

Il servizio non è ancora organizzato nello stesso modo in tutte le Regioni italiane. Prima del viaggio può quindi essere utile verificare sul sito dell'ASL o della Regione della destinazione se il 116117 è attivo e quali servizi offre localmente.

Continuità assistenziale e assistenza turistica

La continuità assistenziale, tradizionalmente conosciuta come guardia medica, interviene negli orari nei quali i medici di famiglia non sono normalmente disponibili. Modalità di accesso, orari e organizzazione possono variare da una Regione all'altra.

In alcune località turistiche vengono inoltre attivati servizi di assistenza sanitaria turistica, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso. Non sono però presenti ovunque e gli orari non sono uniformi.

È quindi una buona idea individuare prima della partenza l'ASL competente per la zona in cui si soggiornerà e salvare nel telefono i riferimenti sanitari locali.

Quando chiamare il 112 o rivolgersi rapidamente a un medico

Non bisogna scegliere il servizio sanitario soltanto sulla base del valore della febbre. È molto importante osservare soprattutto come sta il bambino.

Occorre chiedere rapidamente assistenza sanitaria, e nei casi più gravi chiamare il 112, se compaiono per esempio:

  • difficoltà a respirare, respiro molto affannoso o colorazione bluastra delle labbra;
  • perdita di coscienza, forte sonnolenza, difficoltà a svegliare il bambino o evidente alterazione dello stato di coscienza;
  • convulsioni;
  • segni di una grave reazione allergica;
  • trauma importante;
  • forte dolore che non passa o peggiora rapidamente;
  • vomito ripetuto associato all'impossibilità di bere;
  • segni importanti di disidratazione;
  • un bambino che appare molto sofferente o in condizioni generali nettamente peggiori rispetto al solito.

In caso di dubbio, soprattutto con bambini molto piccoli, è preferibile chiedere un parere sanitario piuttosto che basarsi esclusivamente su consigli trovati online.

Febbre nei bambini in vacanza: come comportarsi

La febbre è molto frequente durante l'infanzia ed è generalmente un sintomo della risposta dell'organismo a un'infezione. Il numero indicato dal termometro, da solo, non permette però di stabilire la gravità della situazione.

Se il bambino ha la febbre:

  • misura la temperatura con un termometro affidabile utilizzandolo secondo le istruzioni e in modo adeguato all'età;
  • offri frequentemente liquidi;
  • non coprirlo eccessivamente;
  • lascialo riposare e osserva soprattutto le sue condizioni generali;
  • non forzarlo a mangiare se non ha appetito;
  • utilizza un antipiretico soltanto quando il bambino presenta malessere o dolore e secondo le indicazioni appropriate per età e peso.

L'antipiretico non deve essere somministrato automaticamente solo perché la temperatura supera una determinata soglia. In pediatria l'obiettivo principale è migliorare il benessere del bambino, non riportare necessariamente la temperatura a valori normali.

Non alternare autonomamente paracetamolo e ibuprofene e non somministrare antibiotici senza prescrizione medica.

Quando la febbre richiede una valutazione medica

È opportuno sentire il pediatra se la febbre persiste per diversi giorni, se le condizioni del bambino peggiorano oppure se compaiono altri sintomi importanti.

Una valutazione rapida è particolarmente importante quando il bambino è molto piccolo. In un lattante con meno di 3 mesi e temperatura di 38 °C o superiore è opportuno contattare rapidamente un medico per una valutazione.

Indipendentemente dalla temperatura, difficoltà respiratoria, forte sonnolenza, convulsioni, alterazione dello stato di coscienza, disidratazione importante o un evidente peggioramento delle condizioni generali richiedono assistenza sanitaria tempestiva.

Raffreddore e otite in vacanza

Raffreddori, influenza e altre infezioni respiratorie sono causati principalmente da virus e non semplicemente dal passaggio dal caldo al freddo. Nei mesi autunnali la loro circolazione tende ad aumentare anche perché si trascorre più tempo in ambienti chiusi e a stretto contatto con altre persone.

In caso di semplice congestione nasale possono essere utili i lavaggi con soluzione fisiologica. Se compaiono dolore intenso all'orecchio, febbre persistente, secrezioni dall'orecchio o un evidente peggioramento delle condizioni del bambino, è opportuno chiedere una valutazione pediatrica.

Vomito e diarrea in vacanza: attenzione alla disidratazione

Vomito e diarrea sono disturbi frequenti nei bambini. Nelle gastroenteriti il problema principale, soprattutto nei lattanti e nei bambini piccoli, è la perdita di liquidi e sali minerali.

In questi casi è generalmente utile:

  • offrire una soluzione reidratante orale a piccoli sorsi e frequentemente;
  • continuare l'allattamento al seno;
  • non costringere il bambino a mangiare se non ne ha voglia;
  • riprendere progressivamente la normale alimentazione quando la tollera;
  • evitare di utilizzare succhi di frutta, bibite molto zuccherate o altre bevande come sostituti delle soluzioni reidratanti;
  • lavarsi accuratamente le mani, soprattutto dopo il cambio del pannolino o l'uso del bagno e prima di preparare gli alimenti.

Farmaci contro il vomito, antidiarroici e antibiotici non devono essere somministrati autonomamente al bambino senza indicazione medica.

Segnali di possibile disidratazione

È opportuno chiedere assistenza sanitaria se il bambino non riesce a trattenere i liquidi oppure presenta segnali quali:

  • urine molto ridotte o pannolini che rimangono asciutti molto più a lungo del solito;
  • bocca e mucose molto asciutte;
  • assenza di lacrime durante il pianto;
  • occhi infossati;
  • forte sonnolenza, abbattimento o scarsa reattività.

È inoltre necessario rivolgersi al medico in presenza di sangue nel vomito o nelle feci, forte dolore addominale, condizioni generali compromesse oppure quando il bambino è molto piccolo e vomito e diarrea sono importanti.

Reazioni allergiche in vacanza: quando è un'emergenza

Durante una vacanza il bambino può entrare in contatto con nuovi alimenti, insetti, pollini o altre sostanze. Una reazione cutanea non significa automaticamente anafilassi, ma è importante conoscere i segnali che possono indicare una reazione grave.

In presenza di una reazione lieve limitata, per esempio alla cute, è opportuno chiedere consiglio al pediatra o a un professionista sanitario prima di somministrare farmaci se non esiste già un piano terapeutico concordato.

Se il bambino ha un'allergia nota, porta sempre con te il piano di emergenza fornito dall'allergologo o dal pediatra e tutti i farmaci prescritti.

Anafilassi: cosa fare

Una reazione allergica può essere un'emergenza se compaiono rapidamente sintomi come:

  • difficoltà a respirare, respiro sibilante o tosse persistente improvvisa;
  • gonfiore di lingua o gola;
  • difficoltà a parlare o deglutire;
  • voce improvvisamente rauca;
  • svenimento, forte debolezza o alterazione dello stato di coscienza;
  • una combinazione rapidamente progressiva di sintomi che coinvolgono più parti dell'organismo dopo l'esposizione a un possibile allergene.

In presenza di una possibile anafilassi chiama immediatamente il 112.

Se al bambino è stata prescritta l'adrenalina autoiniettabile, deve essere utilizzata secondo il piano di emergenza ricevuto dal medico, senza aspettare che la situazione diventi ancora più grave. Dopo l'utilizzo dell'adrenalina è comunque necessaria una valutazione sanitaria urgente.

Quando il bambino si ammala in hotel, campeggio o appartamento

Se il bambino si ammala durante il soggiorno, anche la struttura ricettiva può essere utile per reperire rapidamente informazioni pratiche. Reception e gestori conoscono spesso farmacie, continuità assistenziale, ambulatori e ospedali presenti nella zona.

Chiedi quindi:

  • dove si trova la farmacia più vicina;
  • quale servizio sanitario territoriale è disponibile;
  • dove si trova il Pronto Soccorso pediatrico o generale più vicino;
  • se è possibile conservare correttamente eventuali farmaci che richiedano particolari temperature;
  • se, in caso di necessità, possono essere organizzati pasti semplici o altri servizi utili alla famiglia.

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Quando valutare un rientro anticipato dalla vacanza

La decisione di interrompere una vacanza perché il bambino è malato non dovrebbe dipendere soltanto dal numero di giorni trascorsi con i sintomi. È più importante valutare le sue condizioni e il tipo di assistenza di cui ha bisogno.

Un rientro anticipato può essere preso in considerazione, possibilmente dopo aver parlato con un medico, quando:

  • è necessario proseguire rapidamente accertamenti o cure presso il centro che segue abitualmente il bambino;
  • la patologia richiede un'assistenza che non è facilmente disponibile nella località di villeggiatura;
  • le condizioni sono abbastanza buone per viaggiare, ma proseguire il soggiorno non è più ragionevole o utile per il bambino.

Se il bambino è in condizioni instabili o presenta sintomi importanti non bisogna affrontare un lungo viaggio di rientro senza aver prima ottenuto una valutazione sanitaria. In una situazione urgente è prioritario rivolgersi ai servizi sanitari presenti sul posto.

Viaggi all'estero: TEAM e assistenza sanitaria

Per i viaggi temporanei nei Paesi dell'Unione Europea e negli altri Stati in cui è valida, è importante portare la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM).

La TEAM permette di accedere alle cure sanitarie pubbliche medicalmente necessarie durante un soggiorno temporaneo alle stesse condizioni previste per le persone assicurate nel Paese visitato.

Questo non significa necessariamente che qualsiasi prestazione sia gratuita: dipende dal sistema sanitario del Paese nel quale ci si trova. La TEAM non copre inoltre, tra le altre cose, l'assistenza sanitaria privata e il rimpatrio sanitario.

Per questo motivo, soprattutto per viaggi più impegnativi o fuori dall'Unione Europea, può essere utile valutare anche un'assicurazione di viaggio adeguata alle esigenze della famiglia.

Come ridurre il rischio di ammalarsi durante il viaggio

Non tutti i malanni possono essere evitati, ma alcune semplici abitudini aiutano a ridurre il rischio di infezioni e altri problemi durante la vacanza.

  • Prima di partire verifica che eventuali terapie e indicazioni del pediatra siano aggiornate.
  • Porta una quantità sufficiente dei farmaci utilizzati abitualmente.
  • Fai lavare spesso le mani ai bambini, soprattutto prima dei pasti e dopo aver utilizzato bagni pubblici.
  • Negli ambienti molto frequentati favorisci, quando possibile, un buon ricambio d'aria.
  • Cerca di mantenere ritmi di sonno adeguati anche durante la vacanza.
  • Vesti il bambino in modo adatto alle temperature e alle attività previste.
  • Durante escursioni e attività all'aperto porta sempre acqua, eventuali farmaci indispensabili e un piccolo kit di primo soccorso.
  • Se nei giorni precedenti alla partenza il bambino presenta sintomi importanti, chiedi consiglio al pediatra prima di intraprendere il viaggio.

Bambino malato in vacanza: meglio essere preparati

Febbre, raffreddore o un episodio di gastroenterite possono capitare anche durante una vacanza. Avere con sé pochi prodotti realmente utili, sapere come contattare i servizi sanitari locali e conoscere alcuni segnali d'allarme permette di gestire la situazione con maggiore sicurezza.

Il principio più importante rimane però semplice: non cercare di sostituire una valutazione medica quando le condizioni del bambino destano preoccupazione. In caso di dubbio chiedi consiglio al pediatra o ai servizi sanitari del luogo; nelle emergenze chiama il 112.

Se stai organizzando un viaggio nella stagione autunnale, puoi trovare altre idee nella nostra guida dedicata alle vacanze con bambini in Val di Fiemme in autunno.

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